mercoledì 5 agosto 2015

Reykjavik - 2013




Ciao a tutti,

Mi chiamo Antonella Fazio e ho partecipato al programma Erasmus placement nel 2013 durante il mio primo anno di magistrale. La mia meta è stata l’Islanda e più precisamente Reykjavik la capitale, li ho trascorso sei mesi da Marzo a Settembre e posso dire che l’esperienza è stata a dir poco straordinaria. Prima di descrivervi la mia avventura devo ringraziare la mia relatrice nonché cordinatrice Erasmus Prof.ssa Caterina Faggio per avermi consigliato l’erasmus ed avermi trovato il contatto in Islanda.

Sono stata ospite presso l’ Institute for Experimental Pathology-Department of Fish Diseases  presso l’Università d’Islanda, sotto la supervisione della Prof.ssa Sigridur Gudmundsdottir. Il progetto che mi è stato affidato consisteva nello studio del sistema immunitario di merluzzi in seguito ad infezione batterica utilizzando tecniche di biologia molecolare. Da questo lavoro, dopo il mio rientro in Italia, ho avuto modo di presentare i miei risultati mediante comunicazione orale al congresso della SIBS (Società Italiana di Biologia Sperimentale).

Il laboratorio era molto bello, all’avanguardia e le persone che vi lavoravano erano molto disponibili nell’insegnarmi tecniche nuove. Per la mia supervisor ero la sua prima studentessa italiana e questo la rendeva molto orgogliosa nel presentarmi a tutti i membri del laboratorio. 

L’erasmus in Islanda è stata la mia prima esperienza all’estero e non posso non ammettere che per il primo mese ho avuto difficoltà con l’inglese, ma questo è un ostacolo comune ma che fortunatamente si supera senza problemi. Reykjavik è una città, ovviamente molto fredda, ma è un luogo incantevole pieno di paesaggi che mai avrei potuto di vedere se non fossi andata la. Durante i sei mesi ho avuto modo di viaggiare e vedere le tante meraviglie naturali quali: cascate, vulcani, gayser, puffin, balene, foche, aurora boreale, fiordi, campi di lava e tanto altro..per non parlare dei tre mesi in cui ho vissuto esclusivamente con la luce senza la notte, è stata una sensazione indimenticabile.

Durante il mio periodo è venuta a farmi visita anche la Proff.ssa Faggio, sono stata molto contenta di averle fatto da guida e che anche lei abbia avuto modo di vedere le meraviglie di quell’isola.
Concludendo il mio racconto, vi consiglio fortemente di partecipare a questo programma perché è un’occasione imperdibile in grado di darvi l’occasione di potervi formare sia da un punto di vista professionale ma anche come esperienza di vita. 

Un saluto
Antonella

 


 


 


 


 


 


 


sabato 1 agosto 2015

Brno - 2015







          
   Cari Colleghi,




mi chiamo Monica Vazzana e sono una neolaureata magistrale in Biologia, da poco rientrata dalla seconda esperienza “abroad”, resa possibile mediante il programma Erasmus Plus e ed il lavoro zelante della Prof.ssa Caterina Faggio, docente di Fisiopatologia Cellulare presso il Dipartimento di Scienze Biologiche ed Ambientali e Coordinatrice Erasmus. Ho trascorso quasi 4 mesi a Brno, in Repubblica Ceca, presso la Mendel University, Laboratorio di Metallomica e Nanotecnologie del Prof. René Kizek, sotto la supervisione del Prof. Vojtěch Adam. Qui, mi sono occupata principalmente di preparazione, caratterizzazione ed applicazione di Metal-Nanoparticles come biosensori per l’immunorivelazione e il bioimaging di metallotioneine. Nell’entrare in contatto con questa realtà la mia prima espressione fu proprio di stupore, non avrei mai immaginato di vedere così tanti ricercatori e così tanti strumenti in un’ unica struttura. 

A rendere ancora più entusiasmante il mio soggiorno, una città davvero carina e ben organizzata come sfondo e una moltitudine di studenti universitari cechi e stranieri come coprotagonisti di una delle più belle esperienze mai vissute finora. Certo, non posso nascondere di aver avuto qualche difficoltà, come del resto si incontra quando si vive soli in un posto nuovo, il tutto risolvibile nel giro di poco tempo con un buon spirito di adattamento ed iniziativa!

E’ inoltre necessario guadagnarsi il rispetto e la fiducia del proprio supervisor e del proprio team di lavoro, self-control e predisposizione a numerose ore lavorative. E’ raro trovare persone che siano fin da subito amichevoli, bisogna lavorare sodo per conquistare la loro attenzione. Ciò nonostante, dopo aver superato lo scoglio dell’estraneità, vi garantisco che non è poi così difficile instaurare rapporti interpersonali. Un carattere estroverso sicuramente vi faciliterà la vita! E’ ovvio che il presupposto fondamentale è la lingua. Credo che il primo mese sia difficile un pò per tutti, a meno che non si possieda davvero un’ottima fluenza. Ma anche questo, sia per necessità che per istinto di sopravvivenza, è un problema facilmente superabile con delle buone basi in partenza. 

L’esperienza Erasmus ti cambia la vita, ti rende una persona migliore, più sicura, più forte, ti mette di fronte a numerose difficoltà, di fronte ai propri limiti, ma al tempo stesso ti permette di trovare in te stesso la forza e il coraggio per superarli. Vi garantisco che non c’è esperienza più bella che si possa fare nella vita, sia dal punto di vista professionale che umano! Potrei definirla come un’ avventura: non sai mai cosa incontrerai lungo il percorso, quali ostacoli e quali successi, ma una cosa è certa, ti rende vivo, diverso, unico, consapevole di te stesso e senz’altro vincente!!!

Colgo l’occasione per ringraziare ancora la Prof.ssa Faggio per avermi dato la possibilità di scoprire e riscoprire questa realtà e di farvene parte e invito tutti coloro che sono interessati a non esitare a contattarla. Ricordatevi che il successo di un buon progetto risiede nella sua lunga ponderazione. Ci sono delle scadenze, dei requisiti e una selezione da superare, pertanto è opportuno essere ben preparati per tempo.

Un caro saluto!
Monica




 

 


 


 


 



lunedì 13 luglio 2015

Salisburgo - 2013




Ciao a tutti!

Sono Roberta e ho partecipato al Progetto Erasmus nel 2013!
È stata la mia prima esperienza all´estero quindi ero spaventata ma contenta allo stesso tempo!
La mia meta é stata Salisburgo, una bellissima cittadina austriaca la cui uniche pecche  sono  il clima abbastanza rigido e il costo della vita elevato!

Sono stata ospite presso la Paracelsus Mediziniske privatuniversitat(PMU), presso il dipartimento di Farmacologia e Tossicologia.
Io mi sono occupata di elettrofisiologia ed in particolare ho studiato l´effetto della tossina di Pelagia noctiluca a livello di canali di membrana, usando come modello una linea cellulare renale attraverso la tecnica del patch clamp.

La mia referente qui a Salisburgo e´stata la Prof.ssa Silvia Dossena e mi ha permesso di imparare moltissimo, infatti é stata un´esperienza formativa bellissima!
Il laboratorio é composto per la maggior parte da italiani ma vi sono anche austriaci e americani. Le lingue principalmente parlate sono l´inglese e l´italiano!

Si lavora parecchio infatti generalmente non vi sono orari, dipende insomma da cosa si ha da fare!
La Prof.ssa che mi ha proposto di partire e con la quale ho successivamente continuato l´internato a Messina  é la Prof.ssa Giuseppina La Spada, che colgo l'occasione di ringraziare!
Consiglio a tutti di intraprendere questo tipo di percorso in quanto permette di conoscere nuove realtá  ed è un´esperienza che puó anche aprire nuove possibilitá per il futuro!



Saluti

Roberta

 

giovedì 9 luglio 2015

Banyuls-sur-mer - 2012






Ciao ragazzi, 

Mi chiamo Francesca Ceraolo e anch’io ho avuto l’opportunità di partecipare al progetto Erasmus Placement nel 2012, al mio primo anno di magistrale in Biologia. Come per  la maggior parte dei miei colleghi, ero elettrizzata all’idea di partire, intraprendere una nuova esperienza, trasferirmi in un posto che non fosse casa mia e conoscere nuova gente. Non vedevo l’ora di iniziare una nuova vita!!! 
La mia destinazione è stata l’Osservatorio Oceanografico dell’Università Pierre et Marie Currie a Banyuls-sur-mer (in catalano Banyuls de la Merenda), un piccolo paesino al sud della Francia, situato nei Pirenei Orientali nella regione della Linguadoca-Rossiglione, a 13 km dal confine con la Spagna. L’Osservatorio Oceanografico, più comunemente chiamato “Laboratoire Arago”, è stato fondato nel 1881, situato su una costa rocciosa, beneficia di un ambiente eccezionale per i suoi diversi habitats sia nelle aree marine che in quelle terrestri.

Ho fatto parte dell’equipe dei “Fattori ambientali e meccanismi di adattamento”, guidata dal Professore Jack Falcon, che si occupava di testare gli effetti della medetomidina, un agente antifouling, sulle larve di spigola al fine di verificare gli effetti di tale sostanza sull’espressione genica, sulla crescita e pigmentazione delle larve. Il protocollo richiedeva non poco impegno e anche se inizialmente mi occupavo solo della pulizia degli acquari, dopo poco tempo sono diventata la “regina” dell’RNA extraction (almeno così mi aveva soprannominata il mio capo Jack), per poi passare alla quantizzazione, alla conversione in DNA e alla PCR dei campioni. Diciamo che questa era la parte più faticosa poiché richiedeva svariate ore di lavoro e una grande precisione e accuratezza al fine di ridurre il rischio di contaminazione dei campioni. La parte più divertente sicuramente è stata fotografare le larve (che poco volentieri si mettevano in posa e che preferivano ovviamente scappare e non farsi raggiungere dall’obiettivo) per capire come variava la pigmentazione sotto l’effetto della medetomidina. 

Sono stata accolta con molto calore e affetto dai miei colleghi francesi Marie, Alice, Michael e Charles-Hubert e soprattutto dal mio capo, il Professore Jack Falcon . Così possiamo sfatare il mito che i Francesi siano antipatici. All’inizio, non nascondo di aver avuto qualche difficoltà nell’adattarmi ai ritmi di lavoro e a seguire il mio progetto, ma poi sono riuscita ad integrarmi bene e a dimostrare di saper lavorare duramente, come solo noi italiani sappiamo fare. Durante tutto il percorso, ho avuto l’appoggio e il sostegno da parte della mia professoressa Caterina Faggio, che mi ha seguita e sostenuta durante tutta la mia permanenza in Francia. 

Nonostante Banyuls non sia una grande città, sono riuscita a ricavare diversi vantaggi dal vivere in un piccolo paesino come alzarmi al mattino con calma e sapere di dover impiegare solo pochi minuti per raggiungere l’ufficio, impiegare solo 5 minuti per raggiungere qualsiasi punto di Banuyls, avere il mare e la spiaggia di fronte e le montagne alle spalle. Quindi, avevo tutto quello di cui avevo bisogno nel raggio di cento metri. Inoltre, la posizione strategica di Banyuls Sur Mer, mi ha permesso anche di esplorare il territorio catalano e i paesi francesi vicini. 

Banyuls è anche conosciuta per le grandi distese di vigneti. Ed è da questa terra che prendono origine i vini nobili e rari che portano il nome di “Banyuls" di cui io ho TANTO beneficiato. 
Essendo un’amante delle passeggiate, ho avuto il piacere di esplorare l'entroterra e ho potuto osservare piantagioni di mimose, ulivi e fichi d'india. Ovviamente durante la mia permanenza non sono mancate le gite in barca e le immersioni subacquee, che mi hanno portato alla scoperta di una flora e fauna al dir poco eccezionali.
Il cibo, in particolare i formaggi, erano super deliziosi e quando ci penso mi ritorna ancora l’acquolina in bocca. 

Pertanto, cari amici, posso dire che nonostante le varie difficoltà e vicissitudini iniziali, è stata un’esperienza che rifarei: è un’occasione che permette di imparare a vivere e convivere con altra gente, un’opportunità per conoscere nuove culture e modi di pensare, una chance per capire di cosa siamo capaci di fare e acquisire la consapevolezza dei nostri limiti e di andare oltre. È un’esperienza formativa e di vita importante a cui non si può assolutamente rinunciare. 

Con affetto
Francesca


 
  


 


 


 



 

domenica 5 luglio 2015

Tubinga - 2010




Ciao a tutti! 

Sono Graziana ed ho avuto la fortuna di partecipare al progetto Erasmus Placement nel 2010. Anche per me, come la maggior parte delle mie colleghe, è stata la mia prima esperienza all’estero e la mia destinazione è stata Tubinga. Sono stata inserita presso l’istituto di fisiologia dell’università Eberhard Karls diretto dal Professore Florian Lang. Devo essere sincera, sono partita carica di entusiasmo nell’ affrontare questa nuova avventura, non ho mai avuto paura ad adattarmi a nuove regole, persone e nuova lingua. Certo alcune difficoltà si sono presentate, ma è giusto che sia così…….. motivo in più per poter crescere! Sono stati sei mesi indimenticabili, mesi che mi hanno formato non solo da un punto di vista lavorativo ma anche umano.

Il mio progetto si occupava dello studio di proteine canali espresse sulla membrana di oociti di Xenopus laevis (rana acquatica sud africana con artigli). Gli oociti venivano iniettati con l’m-RNA della proteina canale oggetto di studio e dopo incubazione, se i canali si fossero espressi correttamante sulla membrana, era possibile osservare e registrare il flusso di ioni attraverso tali canali mediante tecnica del voltage-clamp con due elettrodi (TEVC).

In laboratorio ho collaborato con diversi colleghi, tra i quali due albanesi, un tailandese, un tedesco e per fortuna uno spagnolo…..insomma un incrocio di mille lingue! E non potrò mai dimenticare il mio primo giorno quando mi è stato detto (subito dopo le presentazioni): “Qui siamo in un’azienda…più si lavora, più si pubblica”. E così è stato, si lavorava 7 giorni su 7 e sempre senza orari. Ma tutti i miei sacrifici sono stati ripagati in quanto i risultati ottenuti nel mio lavoro sono stati pubblicati e questi stessi risultati li ho utilizzati per la mia tesi magistrale.

Il mio studentato era nuovissimo, struttura moderna e super colorata, ho conosciuto ragazzi simpatici ed educati, ma purtroppo non tutti amavano tanto l’ ordine e la pulizia! Vi dico solo che il mio vicino di stanza (Alex, di Londra) mi chiamava Miss Clean!

In breve vi ho raccontato un pò della mia avventura ma vorrei dire a tutti i ragazzi/e di non aver dubbi nel partecipare al bando Erasmus Placement perché vi assicuro che si tratta di una fantastica esperienza…. veramente formativa!

Concludo ringraziando la Prof.ssa Faggio che per me è stata non solo la professoressa ma anche un’amica e una seconda mamma, è stata sempre vicina ai miei pianti, sorrisi, crisi e vittorie! 

Grazie mille Prof.ssa!

Un saluto da Tubinga!